Principi ispiratori dell’istituzione

Il Consultorio del Rezzara di Vicenza, nato dalla volontà e dal sostegno della Chiesa vicentina, è momento di promozione umana, avendo come scopo quello di liberare le persone perché possano gestire più responsabilmente  le loro situazioni, risolvere problemi affettivi o di relazione.


a) L’ambito è l’aiuto specialistico all’individuo perché consapevolizzi il suo problema e acquisti le proprie capacità, la volontà di superarlo. Tale metodologia richiede agli operatori consultoriali la continua disponibilità di mettere in discussione il proprio operato.
In questo senso, il Consultorio è un’iniziativa tipicamente laicale affidata alla autonomia dei laici e “retta dal loro prudente criterio” (A.A., 24).
b) Di conseguenza, l’etica della consulenza non è dare giudizi morali se l’utente lo richiede in maniera anche implicita. La morale della consulenza è servire l’utente senza manipolare la sua personalità, fornendo quell’aiuto che gli consenta di chiarire i suoi problemi e di agire in conseguenza sentendosi, nel rapporto di consulenza, non “assistito” ma protagonista.
Inoltre è aiutare l’utente a superare gli eventuali sensi psicologici di colpa così da poter affrontare il proprio problema tenendo conto del significato che esso assume in una visione globale della persona umana, inserita nelle relazioni di coppia e di famiglia.
c) Pur nel rispetto della libertà di scelta dell’utente che non deve essere influenzato, la posizione del Consultorio su alcuni problemi etici particolari è la seguente * sessualità: riteniamo che l’esercizio di una sessualità veramente umana debba rispondere ad alcune caratteristiche irrinunciabili: - sviluppo nella libertà (nessun fisicismo determinista costringe l’uomo a comportamenti sessuali automatici); - educabilità all’amore, che la completa e la adempie; - la fecondità (non solo in quanto aperta alla procreazione, ma anche in quanto creativamente socializzante); - essa è nel matrimonio anche socializzata.
L’uso individuale, privatistico della sessualità, non può essere adeguata realizzazione di una forza di socializzazione che - nel matrimonio e nei conseguenti vari gradi di parentela - ha bisogno di pubblico riconoscimento; * divorzio: consapevoli che la rottura della coppia costituisce sempre, oggettivamente, un disordine, cerchiamo di prevenire le cause, lasciando ai partners la responsabilità della scelta finale e limitandoci a renderli consapevoli dei problemi e delle difficoltà collegati a qualsiasi scelta. In caso di rottura definitiva aiutano i partners, nell’interesse loro e dei figli, a vivere la loro nuova situazione nel modo più sereno e civile possibile; * contraccezione: pur convinti che la fecondità sia in senso assoluto un valore, riteniamo che soltanto la coppia sia in grado di valutare pienamente ciò che può nuocere e ciò che può giovare alla sua crescita di coppia.
Il Consultorio, pertanto, aiuta a conoscere e ad approfondire gli aspetti positivi e negativi della pianificazione delle nascite, della contraccezione e dei vari metodi possibili, tenendo in considerazione soltanto il bene della coppia, in vista di una procreazione responsabile; * aborto: lo rifiuta perché lo ritiene un crimine: ogni vita umana fin dal suo sorgere è un valore inviolabile.
Nell’ambito delle leggi dello Stato, il Consultorio, considerando oggettivamente grave il ricorso all’aborto, ritiene che sia suo compito: - responsabilizzare le persone al rispetto della vita; - farle riflettere sulle conseguenze di ciascuna scelta; - aiutarle a prendere una decisione di coppia; - aiutare la donna che lo desideri a trovare una sistemazione per il nascituro.
d) Questo stile operativo del nostro Consultorio non si propone evidentemente come l’unico accettabile; siamo anzi certi che anche altre impostazioni potranno rivelarsi valide, nella misura in cui i diversi Consultori non verranno organizzati per dare risposte “prefabbricate” a problemi già elencati, ma nasceranno con l’impegno rigoroso di rispondere ai reali bisogni delle persone, in particolare delle coppie e delle famiglie.
È importante poi rilevare che il Consultorio, operando in piena autonomia e ponendosi come servizio, cerca il collegamento con il territorio e l’inserimento nella comunità civile.
Il Consultorio però, pur ritenendo necessaria un’azione promozionale che sensibilizzi e responsabilizzi la comunità alle problematiche proprie dell’educazione sessuale, della coppia e della famiglia, evita l’intervento diretto nei dibattiti pubblici.